In considerazione del limitato grado di dispersione dell’assetto proprietario e della contenuta entità dell’azionariato diffuso, il Consiglio di Amministrazione non ha ravvisato l’esigenza di costituire al proprio interno un Comitato per le proposte di nomina alla carica di Amministratore e svolge direttamente le funzioni ordinariamente attribuite a tale Comitato.

Le modifiche intervenute nel Codice di Autodisciplina nel 2011 includono tra l’altro la raccomandazione a istituire il Comitato Nomine (prima era richiesto solo di valutarne l’opportunità) e la possibilità di “raggruppare o distribuire le funzioni assegnate ai comitati previsti dal Codice nel modo … più opportuno … ad esempio, potrà essere costituito un comitato per le nomine e la remunerazione che rispetti i requisiti di composizione di entrambi i comitati.”. Le relative scelte saranno pertanto effettuate dal Consiglio entro il 2012.

Lo statuto sociale regola, nei termini specificati alla Sezione 4, i meccanismi atti a garantire un numero minimo di amministratori indipendenti e la presenza di almeno un amministratore eletto o nominato dai soci di minoranza. L’iter avviato per l’ulteriore adeguamento dello statuto tiene altresì conto delle prescrizioni normative in materia di assortimento di generi.