Con la Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 – “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” e successivi aggiornamenti, la regolamentazione prudenziale si è dotata di un sistema di regole e incentivi che consentono di perseguire con maggiore efficacia gli obiettivi di una misurazione più accurata dei potenziali rischi connessi all’attività bancaria e finanziaria, nonché del mantenimento di una dotazione patrimoniale più strettamente commisurata all’effettivo grado di esposizione al rischio di ciascun intermediario. Nell’ambito del cosiddetto secondo pilastro della disciplina trova collocazione il processo ICAAP (Internal Capital Adeguacy Assessment Process), in relazione al quale le banche effettuano una autonoma valutazione della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione sia ai rischi cosiddetti di primo pilastro (credito, controparte, mercato e operativo) sia agli altri rischi (liquidità, tasso di interesse del banking book, concentrazione, ecc). Tale processo ha accompagnato la redazione e l’invio all’Organo di Vigilanza del Resoconto Annuale ICAAP con riferimento al 31 dicembre 2010. Nel mese di maggio 2011, sempre con riferimento al 31 dicembre 2010, in ottemperanza agli obblighi previsti dalla disciplina di riferimento, Banca IFIS ha pubblicato l’Informativa al Pubblico riguardante l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all’identificazione, misurazione e gestione degli stessi. Il documento è stato pubblicato sul sito internet www.bancaifis.it nella sezione Investor Relations.

In relazione a quanto sopra ed ai sensi di quanto indicato nella Circolare n. 229 del 21 aprile 1999 - Istruzioni di Vigilanza per le banche, il Gruppo Banca IFIS si è dotato di un Sistema di Controlli Interni che mira a garantire un’affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio controllato e consapevolmente assunto, al fine di proteggere la solidità finanziaria del Gruppo. Il sistema di controlli interni del Gruppo Banca IFIS è costituito dalle regole, dalle procedure e dalle strutture organizzative che mirano ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali e il conseguimento delle seguenti finalità:

  • efficacia ed efficienza dei processi aziendali (amministrativi, produttivi, distributivi, ecc.);

  • salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;

  • affidabilità e integrità delle informazioni contabili e gestionali;

  • conformità delle operazioni con la legge, la normativa di vigilanza, le politiche, i piani, i regolamenti e le procedure interne nonché i Codici (Etico, di Autodisciplina, ecc.) fatti propri dal Gruppo.

  • I controlli coinvolgono, in diversa misura, tutto il personale e costituiscono parte integrante dell’attività quotidiana. I controlli possono essere classificati in funzione delle strutture organizzative in cui sono collocati. Di seguito sono evidenziate alcune tipologie:

  • i controlli di linea, diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative o incorporati nelle procedure ovvero eseguiti nell’ambito dell’attività di back office;

  • i controlli sulla gestione dei rischi, che hanno l’obiettivo di concorrere alla definizione delle metodologie di misurazione del rischio, di verificare il rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e di controllare la coerenza dell’operatività delle singole aree operative con gli obiettivi di rischio-rendimento assegnati. Essi sono affidati a strutture diverse da quelle operative;

  • l’attività di revisione interna, volta a individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare la funzionalità del complessivo sistema dei controlli interni. Essa è condotta nel continuo, in via periodica o per eccezioni, da strutture diverse e indipendenti da quelle operative, anche attraverso verifiche in loco.

  • I ruoli dei diversi attori del sistema dei controlli interni (Consiglio di Amministrazione, Comitato per il Controllo Interno, Amministratore esecutivo incaricato del sistema di controllo interno, Organismo di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/2001, Funzione Internal Audit, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Funzione di Risk Management e Funzione di Conformità) sono dettagliatamente descritti nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari predisposta in conformità del terzo comma dell’art. 123 bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF), approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 marzo 2012 e pubblicata sul sito internet della Banca nella sezione Investor Relations.

  • Nel corso del primo semestre dell’esercizio si è conclusa l’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su Toscana Finanza S.p.A.. Con il perfezionamento dell’operazione, avvenuto in data 17 maggio 2011, i rischi riconducibili alle attività svolte dalle società che appartenevano all’ex Gruppo Toscana Finanza rientrano nel perimetro del Gruppo Banca IFIS. Sulla base delle informazioni disponibili alla data di redazione del Resoconto annuale ICAAP, inviato all’Organo di Vigilanza nel mese di aprile 2011, nell’analisi prospettica al 31 dicembre 2011 si è tenuto conto della valutazione dei rischi potenziali connessi all’attività delle nuove controllate. La fusione per incorporazione in Banca IFIS S.p.A. della società Toscana Finanza S.p.A., avvenuta il 28 dicembre 2011 con effetti civilistici, contabili e fiscali a partire dal 31 dicembre 2011 non ha modificato il perimetro delle attività di rischio del Gruppo.

1.1 Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

Aspetti generali.

L’attività del Gruppo bancario si sviluppa attualmente nei seguenti ambiti operativi:

  • Acquisto e gestione dei crediti d’impresa, in Italia e all’estero; l’attività all’estero è svolta sia attraverso le strutture interne della Capogruppo (Area Internazionale) sia tramite la controllata IFIS Finance; l’offerta di supporto finanziario e di gestione del credito è principalmente rivolta al segmento delle Piccole e Medie Imprese;

  • Acquisto e gestione dei crediti non performing;

  • Acquisto e gestione dei crediti fiscali.

  • Complementari a tali attività risultano le attività legate alla tesoreria aziendale i cui contenuti, pur risultando in alcuni momenti particolarmente significativi, non modificano la mission del Gruppo bancario che continua a essere finalizzata a fornire supporto finanziario e di gestione del credito alle Piccole e Medie Imprese.

  • L’attività di acquisto e gestione dei crediti d’impresa (c.d. factoring) si caratterizza per l’assunzione diretta di rischio derivante dalla concessione di finanziamenti e anticipazioni, nonché di eventuale garanzia, sui crediti commerciali a favore prevalentemente delle piccole-medie imprese, in attuazione delle strategie di sviluppo definite e perseguite dal Gruppo. Con l’inclusione nel perimetro del Gruppo Banca IFIS dell’ex Gruppo Toscana Finanza, alla tradizionale attività di factoring si è aggiunta l’attività di acquisizione di crediti di natura finanziaria, commerciale e fiscale di difficile esigibilità e con differenti profili di rischio. La controparte cedente è principalmente costituita da banche, istituzioni finanziarie, procedure concorsuali e aziende commerciali.

  • Tra le attività riconducibili all’ex Gruppo Toscana Finanza non è presente la concessione di garanzie finanziarie o assunzione di impegni diversi da quelli legati all’acquisto dei crediti descritti.

  • In considerazione delle particolari attività svolte dalle società del Gruppo, il rischio di credito configura l’aspetto più rilevante della rischiosità complessiva assunta. Il mantenimento di un’efficace gestione del rischio di credito costituisce un obiettivo strategico per il Gruppo Banca IFIS ed è perseguito adottando strumenti e processi integrati al fine di assicurare una corretta gestione del credito in tutte le sue fasi (istruttoria, concessione, monitoraggio e gestione, intervento su crediti problematici).

  • A fronte di eventuali surplus di liquidità disponibile il Gruppo Banca IFIS effettua operazioni di deposito a brevissimo termine con controparti bancarie di elevato merito creditizio. In relazione alle caratteristiche delle controparti affidate, alla breve durata delle operazioni ed agli importi contenuti, il rischio di credito assunto a fronte di tali attività risulta essere particolarmente contenuto.

  • Nel corso del 2011 è proseguita l’attività di acquisto di titoli obbligazionari classificati sia tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (Available for Sale) sia tra i crediti verso banche (Loans and Receivables). Tali attività finanziarie, che in virtù della loro classificazione rientrano nel perimetro del banking book anche se al di fuori della tradizionale attività di impiego della Banca, sono fonte di rischio di credito. Tale rischio si configura nell’incapacità da parte dell’emittente di rimborsare a scadenza in tutto o in parte le obbligazioni sottoscritte. I titoli detenuti dal Gruppo Banca IFIS sono peraltro costituiti quasi esclusivamente da titoli di stato italiani e obbligazioni bancarie appartenenti alla categoria investment grade, eligible, con durata media del portafoglio complessivo pari a circa quattordici mesi e durata massima per singola attività inferiore a sei anni.

  • L’ulteriore sviluppo dell’attività di acquisto di titoli obbligazionari non configura una modifica dell’orientamento strategico del Gruppo. La natura del portafoglio titoli, originariamente detenuto per esigenze di tutela del rischio di liquidità derivante dalla potenziale volatilità della raccolta on line introdotta con il prodotto rendimax e della potenziale instabilità dei mercati osservata sul mercato interbancario tradizionale negli ultimi esercizi, si è gradualmente modificata nel tempo, sia in funzione della dimensione e composizione della raccolta on line, significativamente cresciuta nell’importo complessivo e fortemente stabilizzata dalla crescente componente vincolata, sia in funzione delle maggiori possibilità di funding derivanti dagli interventi straordinari decisi dalle autorità di politica monetaria negli ultimi anni che, senza sottrarre risorse finanziarie alla principale attività creditizia a favore delle imprese, presenta interessanti opportunità in termini di marginalità. La costituzione di un portafoglio di attività prontamente liquidabili risponde inoltre all’opportunità di anticipare l’evoluzione tendenziale della normativa prudenziale in relazione al governo e gestione del rischio di liquidità (Basilea 3).

  • Non è posta in essere dal Gruppo alcuna attività in prodotti derivati su crediti.

Politiche di gestione del rischio di credito. Aspetti organizzativi

Il rischio di credito nell’attività di factoring è generato come conseguenza diretta del finanziamento alle imprese clienti e dell’eventuale concessione da parte del Gruppo di garanzie contro l’insolvenza del debitore ceduto. La sua gestione avviene in due momenti distinti del processo del credito: nella fase di valutazione iniziale dell’operazione e, in caso di conclusione della stessa con esito positivo, nel corso di tutto il perdurare del rapporto con le controparti cedente-debitore. Al fine di elevare la qualità creditizia del proprio portafoglio crediti, Banca IFIS ha ritenuto opportuno concentrare le fasi principali relative all’assunzione e al controllo del rischio dell’attività di factoring presso la Direzione Generale della Banca ottenendo così, mediante la specializzazione delle risorse e la separazione delle funzioni a ogni livello decisionale, un’elevata omogeneità nella concessione del credito e un forte monitoraggio delle singole posizioni. Ciò resta vero anche con riferimento alla controllata IFIS Finance, le cui decisioni sono assunte nell’ambito del perimetro operativo ed organizzativo definito dalla Capogruppo Banca IFIS.

Nella prima fase del processo di gestione del rischio, la struttura organizzativa preposta ha il compito di valutare il merito creditizio delle controparti cedente e debitore, la natura del rapporto commerciale che li lega e la qualità del credito oggetto di cessione. Un sistema di deleghe e poteri deliberativi a più livelli attribuisce agli analisti di maggiore esperienza la facoltà di assumere rischi progressivamente crescenti, ma per importi che restano comunque contenuti. Rischi di importo maggiore possono essere assunti dai responsabili di servizio e di area. Per importi più elevati i poteri sono esclusivamente attribuiti al Direttore Generale, all’Amministratore Delegato, al Comitato Fidi ed infine al Consiglio di Amministrazione.

Le Filiali della Banca non hanno autonomia deliberativa nell’assunzione del rischio di credito. Ad esse compete lo sviluppo del business sul territorio e la gestione delle relazioni con la clientela. In tale contesto viene attribuita alle Filiali, nei limiti e con le modalità stabilite in delibera da parte degli organi competenti di Direzione, la gestione dell’ordinaria operatività dei rapporti con la clientela sotto il costante monitoraggio delle strutture di Direzione Generale.

Risorse qualificate e specializzate seguono l’evoluzione del rapporto sotto i diversi aspetti: dalle cessioni alle anticipazioni, dalla gestione amministrativa del credito agli incassi, dalla rilevazione degli eventuali segnali di anomalia alla verifica e definizione delle iniziative più opportune per il recupero del credito, anche con l’eventuale supporto dell’Area Legale.

L’integrazione dell’ex Gruppo Toscana Finanza ha portato il Gruppo Banca IFIS a operare anche nell’acquisto di crediti di difficile esigibilità nelle seguenti aree di business:

  • crediti fiscali acquisiti di norma da procedure concorsuali e vantati nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato;

  • crediti finanziari acquisiti da società di credito al consumo, banche e società di leasing;

  • crediti commerciali acquisiti da procedure concorsuali e aziende.

  • L’acquisizione delle diverse tipologie di crediti rappresenta un aspetto fondamentale del processo del credito e viene posta in essere con differenti tipologie di intervento studiate ed attuate in funzione dell’esperienza consolidata negli anni. In questa fase vengono fissate le condizioni economiche di acquisto del portafoglio crediti e le modalità di gestione (analitica o massiva) con i relativi impatti sulle strutture operative.

  • Per l’incasso dei crediti di difficile esigibilità riconducibili al perimetro dell’ex Gruppo Toscana Finanza, il Gruppo banca IFIS si avvale, oltre che di un ufficio legale interno, di una diffusa e collaudata rete di società di esazione operante sull’intero territorio nazionale. Questa struttura, unitamente a numerosi legali domiciliati presso i Tribunali, assicura il massimo della flessibilità ed un’azione efficace e puntuale nel recupero di tutte le categorie di crediti.

  • Con l’acquisizione dell’ex gruppo Toscana Finanza è entrata a far parte del Gruppo Banca IFIS anche la controllata TF SeC S.r.l. che svolgeva attività strumentale ed ausiliaria di consulenza aziendale e di valutazione professionale di crediti di difficile esigibilità. Per la controllata TF SeC S.r.l. è in corso di avvio la procedura di liquidazione.

  • Il Gruppo Banca IFIS pone particolare attenzione alla concentrazione del rischio di credito con riferimento a tutte le società del Gruppo sia a livello individuale che consolidato. Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS ha impegnato l’Alta Direzione ad agire in funzione di un contenimento dei grandi rischi. In linea con le indicazioni del Consiglio sono sottoposti a monitoraggio in via sistematica anche le posizioni a rischio che, pur non raggiungendo il 10% del patrimonio di vigilanza, impegnano il Gruppo in misura rilevante.

Sistemi di gestione, misurazione e controllo

La procedura operativa del Gruppo Banca IFIS che regola il processo del credito nell’ambito dell’attività tradizionale di factoring, sottoposta a revisione nel corso dell’esercizio, richiede espressamente una valutazione puntuale ed analitica di tutte le controparti coinvolte nel rapporto, sia sul lato cliente-cedente che debitore.

In tale comparto di operatività non rientra l’assunzione di rischio di credito su basi statistiche.

Nell’attività di factoring il rischio di credito è presidiato nel continuo con l’ausilio di procedure e strumenti che consentono una tempestiva individuazione delle posizioni che presentano particolari anomalie.

Il principale strumento di valutazione e monitoraggio è il SIR (Sistema di Internal Rating). In fase di valutazione il SIR permette agli analisti di:

  • attribuire a cedenti e debitori uno standing creditizio e un rating di controparte;

  • individuare con immediatezza il rischio espresso dalle singole operazioni di anticipazione o finanziamento;

  • definire per ogni classe di rischio un adeguato pricing fin dalla fase di analisi commerciale della fattibilità dell’operazione.

  • Superata con esito positivo la fase di valutazione, il SIR, alimentato nel continuo da banche dati selezionate, permette di monitorare il rischio di credito connesso alle controparti acquisite.

  • Protesti, pregiudizievoli o segnalazioni di sofferenza rappresentano fenomeni che inducono a blocchi automatici dell’operatività. L’analisi che ne consegue è finalizzata a valutare la gravità delle anomalie, l’eventuale temporaneità delle difficoltà riscontrate e quindi a decidere se proseguire il rapporto oppure rientrare dalle esposizioni segnalate.

  • Allo stato attuale, in relazione alla tipicità di alcune banche dati utilizzate (Centrale dei Rischi, protesti e pregiudizievoli, ecc.), il SIR è pienamente operativo, sia nella fase di valutazione che di monitoraggio, per le controparti domestiche o comunque con sedi italiane. Per le altre controparti viene utilizzato in sede di valutazione solamente il modulo di analisi bilancio e, se la controparte ha rapporti con altre banche italiane, il modulo Centrale Rischi.

Per quanto riguarda le attività svolte da Banca IFIS a seguito dell’incorporazione di Toscana Finanza S.p.A. ovvero dalla controllata Fast Finance S.p.A., al fine di assicurare un sempre più efficiente controllo delle operazioni poste in essere, sono stati effettuati investimenti nei sistemi informativi, con l’adozione di soluzioni e procedure finalizzate a gestire le diverse aree di business. A presidio del rischio creditizio Banca IFIS ha posto in essere un’attività di monitoraggio dei flussi finanziari originati dall’incasso dei crediti e di analisi sulla redditività dei lotti di crediti in portafoglio, seguita da una revisione periodica delle basi tecniche poste a fondamento delle proiezioni dei flussi di incasso attesi.

In relazione al rischio di credito connesso al portafoglio titoli obbligazionari, ricordando che esso è costituito quasi esclusivamente da titoli di stato italiani ed obbligazioni bancarie investment grade di durata contenuta, il Gruppo Banca IFIS è costantemente impegnato nel monitoraggio della qualità creditizia degli emittenti dei titoli detenuti. La composizione del portafoglio titoli obbligazionari è oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione ed all’Alta Direzione della Banca predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.

Nell’ambito dei principi Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito di primo pilastro, la Banca ha scelto di avvalersi del Metodo Standardizzato.

Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Nell’ambito dell’attività di factoring, qualora la tipologia e/o qualità del credito ceduto non risultino pienamente soddisfacenti o, più in generale, il cliente cedente non risulti di merito creditizio sufficiente, è prassi consolidata, a maggior tutela del rischio di credito assunto dal Gruppo nei confronti del cliente cedente, acquisire garanzie fideiussorie aggiuntive da parte di soci o amministratori dei clienti cedenti.

Per quanto riguarda i debitori ceduti nei rapporti di factoring, ove si ritiene che gli elementi di valutazione disponibili sul debitore ceduto non siano adeguati per una corretta valutazione/assunzione del rischio di credito connesso alla controparte debitrice, o piuttosto che l’ammontare di rischio proposto superi i limiti individuati nella valutazione della controparte, si acquisisce idonea copertura dal rischio di default del debitore ceduto. La copertura prevalentemente utilizzata su debitori ceduti esteri con operatività pro soluto è realizzata attraverso garanzie rilasciate da factors corrispondenti e/o polizze assicurative sottoscritte con operatori specializzati.

In relazione all’operatività in crediti di difficile esigibilità proprie dell’ex Gruppo Toscana Finanza, ed al relativo modello di business non vengono di norma poste in essere azioni volte ad acquisire copertura a fronte dei rischi creditizi.

Attività finanziarie deteriorate

Con riferimento all’attività di factoring, l’operatività della relazione con la clientela è costantemente monitorata dai competenti uffici di Direzione, sia sulla base delle evidenze andamentali del rapporto sia degli strumenti di monitoraggio attivati sulle controparti a rischio (Centrale dei Rischi, protesti, pregiudizievoli ecc.). In caso di anomalie andamentali e/o elementi pregiudizievoli sulla controparte il rapporto viene posto in osservazione e la gestione della relazione da parte della Filiale è posta sotto la diretta supervisione dell’Area Gestione Crediti della Direzione, fino al superamento degli elementi di anomalia riscontrati.

In caso di deterioramento della situazione e/o di criticità più marcate i rapporti passano sotto la gestione diretta dell’Area Gestione Crediti, con l’eventuale supporto dell’Area Legale finalizzata, sulla base delle dovute valutazioni di merito e di opportunità, al mantenimento della posizione fino a superamento delle criticità, o al rientro della posizione. Sulla base degli elementi di giudizio disponibili viene inoltre valutata l’eventuale classificazione della controparte a incaglio soggettivo o sofferenza. In relazione anche alle mutate disposizioni regolamentari, nel corso dell’esercizio sono state rivisti ed aggiornati i criteri di classificazione e gestione delle partite anomale.

La gestione delle posizioni deteriorate, siano esse incagli o sofferenze, è di norma affidata all’Area Legale che provvede alla messa in atto delle attività ritenute più idonee per la tutela e il recupero del credito, con reporting periodico all’Alta Direzione ed al Consiglio di Amministrazione. Ove si riscontri la possibilità di una positiva soluzione delle difficoltà evidenziate dal cedente e/o debitore con adeguate tutele del rischio di credito per la Banca, la posizione può essere ristrutturata e riaffidata all’Area Gestione Crediti per monitorarne il regolare decorso.

Le valutazioni sulle rettifiche di valore, su proposta della funzione Legale, sono effettuate dall’Alta Direzione e sottoposte al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione.

Processo omologo viene attivato, in linea di principio, anche per IFIS Finance Sp. Z o. o.. E’ opportuno tuttavia tenere conto della presenza marginale di attività deteriorate con riferimento alla società controllata.

Le attività svolte da Banca IFIS a seguito dell’incorporazione di Toscana Finanza S.p.A ovvero dalla controllata Fast Finance S.p.A. hanno per oggetto l’acquisizione, la gestione e l’incasso di crediti di difficile esigibilità. Se si escludono i crediti di natura fiscale vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, una quota rilevante dei crediti residui sono classificati tra le partite deteriorate. L’acquisto dei crediti a valori sensibilmente inferiori all’importo nominale e gli incassi di norma superiori al prezzo pagato minimizzano il rischio di perdita.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e in bonis: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Portafogli/qualità

Gruppo bancario

Altre imprese

Totale

Sofferenze

Incagli

Esposizioni ristrutturate

Esposizioni scadute

Altre attività

Deteriorate

Altre

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

-

-

-

-

188

-

-

188

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

-

-

-

-

1.670.895

-

-

1.670.895

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

-

-

-

-

 

-

-

-

4. Crediti verso banche

 

 

 

 

315.897

-

-

315.897

5. Crediti verso clientela

74.021

158.097

3.897

41.685

1.444.781

-

-

1.722.481

6. Attività finanziarie valutate al fair value

-

-

-

-

-

-

-

-

7. Attività finanziarie in corso di dismissione

-

-

-

-

-

-

-

-

8. Derivati di copertura

-

-

-

-

-

-

-

-

Totale 31.12.2011

74.021

158.097

3.897

41.685

3.431.761

-

-

3.709.461

Totale 31.12.2010

38.421

76.810

7.251

98.446

2.384.009

 -

- 

2.604.937

Sono esclusi dalla presente tabella i titoli di capitale e le quote OICR.

A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Portafogli/qualità

Attività deteriorate

In bonis

Totale (esposizione netta)

Esposizione lorda

Rettifiche specifiche

Esposizione netta

Esposizione lorda

Rettifiche di portafoglio

Esposizione netta

A. Gruppo bancario

 

 

 

 

 

 

 

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

-

-

-

X

X

188

188

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

-

-

-

1.670.895

-

1.670.895

1.670.895

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

-

-

-

-

-

-

-

4. Crediti verso banche

-

-

-

315.897

-

315.897

315.897

5. Crediti verso clientela

376.190

98.490

277.700

1.450.395

5.614

1.444.781

1.722.481

6. Attività finanziarie valutate al fair value

-

-

-

X

X

-

-

7. Attività finanziarie in corso di dismissione

-

-

-

-

-

-

-

8. Derivati di copertura

-

-

-

X

X

-

-

Totale A

376.190

98.490

277.700

3.437.187

5.614

3.431.761

3.709.461

B. Altre imprese incluse nel consolidamento

 

 

 

 

 

 

 

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

-

-

-

X

X

-

-

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

-

-

-

-

-

-

-

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

-

-

-

-

-

-

-

4. Crediti verso banche

-

-

-

-

-

-

-

5. Crediti verso clientela

-

-

-

-

-

-

-

6. Attività finanziarie valutate al fair value

-

-

-

X

X

-

-

7. Attività finanziarie in corso di dismissione

-

-

-

-

-

-

-

8. Derivati di copertura

-

-

-

X

X

-

-

Totale B

-

-

-

-

-

-

-

Totale 31.12.2011

376.190

98.490

277.700

3.437.187

5.614

3.431.761

3.709.461

Totale 31.12.2010

291.292

70.365

220.928

2.388.829

5.113

2.384.009

2.604.937

La voce “esposizione lorda” delle attività deteriorate include, per 86,7 milioni di euro, partite in sofferenza e incagliate riferite dal settore NPL per le quali non sono appostate rettifiche specifiche in considerazione della recente acquisizione di tali attività.

Sono esclusi dalla presente tabella i titoli di capitale e le quote OICR.

In linea con quanto previsto dall’IFRS 7 “Financial Instruments: Disclosures”, paragrafo 37, lettera a), si fornisce di seguito un’analisi dell’anzianità degli scaduti delle esposizioni in bonis – Altre esposizioni.

(migliaia di euro)

31.12.2011

31.12.2010

Scaduto fino a 3 mesi

170.142

236.145

Scaduto da oltre 3 mesi fino a 6 mesi

129.982

85.917

Scaduto da oltre 6 mesi fino a 1 anno

150.383

76.790

Scaduto da oltre 1 anno

161.398

66.159

Totale

611.905

465.011

A.1.3 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Tipologie esposizioni/valori

Esposizione lorda

Rettifiche di valore specifiche

Rettifiche di valore di portafoglio

Esposizione netta

A. ESPOSIZIONI PER CASSA

 

 

 

 

a) Sofferenze

-

-

X

-

b) Incagli

-

-

X

-

c) Esposizioni ristrutturate

-

-

X

-

d) Esposizioni scadute

-

-

X

-

f) Altre attività

448.422

X

-

448.422

Totale A

448.422

-

-

448.422

B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO

 

 

 

 

a) Deteriorate

-

-

X

-

b) Altre

4.714

X

-

4.714

Totale B

4.714

-

-

4.714

TOTALE A+B

453.136

-

-

453.136

Le esposizioni per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso le banche qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (negoziazione, disponibile per la vendita, detenuto sino alla scadenza, crediti).

Il Gruppo Banca IFIS non presenta attività deteriorate tra i crediti verso banche; non si avvalorano pertanto le tabelle A.1.4 e A.1.5.

A.1.6 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Tipologie esposizioni/valori

Esposizione lorda

Rettifiche di valore specifiche

Rettifiche di valore di portafoglio

Esposizione netta

A. ESPOSIZIONI PER CASSA

 

 

 

 

A.1 Gruppo bancario

 

 

 

 

a) Sofferenze

169.497

95.476

X

74.021

b) Incagli

160.508

2.411

X

158.097

c) Esposizioni ristrutturate

4.423

526

X

3.897

d) Esposizioni scadute

41.762

77

X

41.685

f) Altre attività

2.988.986

X

5.614

2.983.372

TOTALE A

3.365.176

98.490

5.614

3.261.072

B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO

 

 

 

 

B.1 Gruppo bancario

 

 

 

 

a) Deteriorate

332

-

X

332

b) Altre

77.960

X

-

77.960

TOTALE B

78.292

-

-

78.292

Le esposizioni per cassa comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso la clientela qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (negoziazione, disponibile per la vendita, detenuto sino alla scadenza, crediti).

A.1.7 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie

Sofferenze

Incagli

Esposizioni ristrutturate

Esposizioni scadute

A. Esposizione lorda iniziale

105.481

79.270

7.818

98.724

- di cui: esposizioni cedute non cancellate

-

-

-

-

B. Variazioni in aumento

75.653

324.920

722

258.427

B.1 ingressi da crediti in bonis

6.374

16.953

-

152.519

B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate

55.479

94.007

-

4.034

B.3 altre variazioni in aumento

13.800

213.960

722

101.874

C. Variazioni in diminuzione

11.637

243.682

4.117

315.389

C.1 uscite verso crediti in bonis

-

28.065

-

110.608

C.2 cancellazioni

3.912

78

-

8

C.3 incassi

6.467

32.750

-

72.175

C.4 realizzi per cessioni

-

-

-

-

C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate

-

58.391

4.117

91.012

C.6 altre variazioni in diminuzione

1.258

124.398

-

41.586

D. Esposizione lorda finale

169.497

160.508

4.423

41.762

- di cui: esposizioni cedute non cancellate

-

-

-

-

Il totale delle attività deteriorate nette ammonta complessivamente a 277,7 milioni di euro contro 220,9 milioni di euro a fine 2010 (+25,7%). Tale incremento è sostanzialmente dovuto ai crediti non performing derivanti dall’acquisizione del Gruppo Toscana Finanza classificati fra le attività deteriorate per un totale di 86,7 milioni di euro, composti da sofferenze per 7,8 milioni di euro e incagli per 78,9 milioni di euro.

A parità di perimetro, le attività deteriorate nette ammontano a 190.965 mila euro in netta diminuzione rispetto al 31 dicembre 2010 (-13,6%).

Il conseguimento di tale diminuzione, pur nelle difficoltà dell’attuale congiuntura economica che comporta ritardi nei pagamenti e nel rispetto delle obbligazioni assunte dai debitori, è frutto di diverse iniziative strutturali intraprese dalla Banca aventi obiettivi volti a migliorare la complessiva qualità e consistenza del portafoglio; ci si riferisce in particolare alla riorganizzazione delle aree commerciali ed operative, già da tempo avviata ed ancora in corso e che sta progressivamente portando i primi ma significativi risultati.

I nuovi assetti, oltre a consolidare dette posizioni, porteranno ulteriori diversi benefici volti ad innovare processi e modalità operative in funzione della crescente dimensione della Banca, con attenzione specifica agli impianti che connotano le operazioni dovute alla nuova clientela, nonché alla fidelizzazione di quella già in essere.

Il totale delle sofferenze verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, si attesta, al 31 dicembre 2011, a 74 milioni di euro contro 38,4 milioni di euro, di cui 7,8 milioni di euro del settore NPL. Fra le sofferenze del settore crediti commerciali al 31 dicembre 2011 ritenute maggiormente significative è inclusa l’esposizione per cassa verso la Fondazione San Raffaele in concordato preventivo pari a circa 15 milioni di euro al lordo delle rettifiche di valore, mentre il valore netto risulta pari a circa 10 milioni di euro. E’ inclusa altresì l’esposizione vantata nei confronti di un ente locale in dissesto che risulta pari a circa 10,5 milioni a valori lordi, 8,2 milioni di euro a valori netti.

A dicembre 2011 gli incagli ammontano a 158,1 milioni di euro, rispetto a 76,8 milioni nel 2010, di cui 78,9 milioni di euro relativi al settore NPL. La classificazione dei crediti NPL tra gli incagli è effettuata nei casi in cui la banca non abbia accertato lo stato di insolvenza del debitore. Al netto del contributo di tale settore l’incremento è stato pari al 3,1%. Come previsto dalle istruzioni di Banca d’Italia, la voce incagli include anche i cosiddetti “incagli oggettivi prosolvendo”, che per la particolare attività svolta dalla Banca, non si ritiene siano rappresentativi di posizioni problematiche. In particolare gli “incagli oggettivi prosolvendo” risultano relativi ad importi finanziati a clienti cedenti i cui debitori ceduti risultano in particolare ritardo nei pagamenti. La Banca ritiene tali posizioni non oggettivamente problematiche in quanto il ritardo di pagamento del debitore ceduto non configura necessariamente anche un’oggettiva difficoltà finanziaria in capo al cliente cedente. Qualora la Banca ravvisi delle difficoltà anche in capo al cliente cedente a far fronte ai propri impegni, la posizione viene già naturalmente classificata fra gli incagli.

Le esposizioni scadute ammontano a 41,7 milioni di euro contro 98,4 milioni di euro dell’esercizio precedente. Tale diminuzione è il risultato più evidente delle azioni intraprese dalla Banca come sopra riportato.

Si precisa infine che le esposizioni scadute nette si riferiscono per 27,1 milioni di euro a crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione acquistati a titolo definitivo nell’ambito dell’attività di factoring; su queste posizioni, in considerazione della qualità del credito e delle controparti debitrici, si ritiene non ricorrano i presupposti per l’effettuazione di rettifiche di valore.

A.1.8 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Causali/Categorie

Sofferenze

Incagli

Esposizioni ristrutturate

Esposizioni scadute

A. Rettifiche complessive iniziali

67.060

2.460

567

278

- di cui: esposizioni cedute non cancellate

-

-

-

-

B. Variazioni in aumento

37.576

3.206

-

-

B.1 rettifiche di valore

34.905

3.206

-

-

B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate

2.671

-

-

-

B.3 altre variazioni in aumento

-

-

-

-

C. Variazioni in diminuzione

9.160

3.255

41

201

C.1 riprese di valore da valutazione

3.770

310

29

-

C. 2 riprese di valore da incasso

2.090

274

-

-

C.3 cancellazioni

3.288

-

-

-

C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate

-

2.671

-

-

C.5 altre variazioni in diminuzione

12

-

12

201

D. Rettifiche complessive finali

95.476

2.411

526

77

- di cui: esposizioni cedute non cancellate

-

-

-

-

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.2 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie verso clientela garantite

 

Valore esposizione netta

Garanzie reali (1)

Garanzie personali (2)

Totale (1)+(2)

Derivati su crediti

Crediti di firma

Immobili

Titoli

Altre garanzie reali

CLN

Altri derivati

Governi e banche centrali

Altri enti pubblici

Banche

Altri soggetti

Governi e banche centrali

Altri enti pubblici

Banche

Altri soggetti

2. Esposizioni creditizie per cassa garantite:

371.911

14.336

-

-

-

-

-

-

-

-

-

3.581

334.758

352.675

2.1 totalmente garantite

301.862

10.303

-

-

-

-

-

-

-

-

-

3.581

287.978

301.862

- di cui deteriorate

46.594

6.797

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

39.797

46.594

2.2 parzialmente garantite

70.049

4.033

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

46.780

50.813

- di cui deteriorate

9.423

4.033

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

4.204

8.237

2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio" garantite:

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

2.1 totalmente garantite

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- di cui deteriorate

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

2.2 parzialmente garantite

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- di cui deteriorate

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Gruppo bancario - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

Esposizioni/Controparti

Governi

Altri enti pubblici

Società finanziarie

Imprese di assicurazione

Imprese non finanziarie

Altri soggetti

Espos. Netta

Rettifiche val. specifiche

Rettifiche val. di portafoglio

Espos. netta

Rettifiche val. specifiche

Rettifiche val. di portafoglio

Espos. netta

Rettifiche val. specifiche

Rettifiche val. di portafoglio

Espos. netta

Rettifiche val. specifiche

Rettifiche val. di portafoglio

Espos. netta

Rettifiche val. specifiche

Rettifiche val. di portafoglio

Espos. netta

Rettifiche val. specifiche

Rettifiche val. di portafoglio

A. Esposizioni per cassa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.1 Sofferenze

-

-

X

8.197

2.329

X

-

-

X

-

-

X

51.955

88.414

X

13.869

4.733

X

A.2 Incagli

-

-

X

4.783

-

X

3.346

18

X

-

-

X

77.511

2.351

X

72.458

42

X

A.3 Esposizioni ristrutturate

-

-

X

-

-

X

-

-

X

-

-

X

3.897

526

X

-

-

X

A.4 Esposizioni scadute

3.806

-

X

23.311

-

X

-

-

X

-

-

X

14.517

77

X

51

-

X

A.5 Altre esposizioni

1.569.021

X

-

356.258

X

-

45.753

X

130

-

X

-

984.854

X

5.338

27.485

X

146

Totale A

1.572.827

-

-

392.549

2.329

-

49.099

18

130

-

-

-

1.132.734

91.368

5.338

113.863

4.775

146

B. Esposizioni "fuori bilancio"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B.1 Sofferenze

-

-

X

-

-

X

-

-

X

-

-

X

-

-

X

-

-

X

B.2 Incagli

-

-

X

-

-

X

-

-

X

-

-

X

173

-

X

-

-

X

B.3 Altre attività deteriorate

-

-

X

-

-

X

-

-

X

-

-

X

159

-

X

-

-

X

B.4 Altre esposizioni

-

X

-

-

X

-

7.828

X

-

-

X

-

71.375

X

-

146

X

-

Totale B

-

-

-

-

-

-

7.828

-

-

-

-

-

71.707

-

-

146

-

-

Totale (A+B) 31.12.2011

1.572.827

-

-

392.549

2.329

-

56.927

18

130

-

-

-

1.204.441

91.368

5.338

114.009

4.775

146

Totale (A+B) 31.12.2010

533.983

-

-

284.261

2.329

-

118.220

126

544

-

-

-

1.289.713

70.108

4.418

53.588

131

151

B.2 Gruppo bancario - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

Esposizioni/Aree geografiche

Italia

Altri Paesi europei

America

Asia

Resto del mondo

Espos. netta

Rettifiche valore complessive

Espos. netta

Rettifiche valore complessive

Espos. netta

Rettifiche valore complessive

Espos. netta

Rettifiche valore complessive

Espos. netta

Rettifiche valore complessive

A. Esposizioni per cassa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.1 Sofferenze

73.561

92.953

460

2.523

-

-

-

-

-

-

A.2 Incagli

155.747

2.402

1.377

9

27

-

934

-

12

-

A.3 Esposizioni ristrutturate

3.897

526

-

-

-

-

-

-

-

-

A.4 Esposizioni scadute

41.626

77

-

-

59

-

-

-

-

-

A.5 Altre esposizioni

2.945.965

5.529

36.800

82

558

3

48

-

1

-

Totale A

3.220.796

101.487

38.637

2.614

644

3

982

-

13

-

B. Esposizioni "fuori bilancio"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B.1 Sofferenze

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.2 Incagli

173

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.3 Altre attività deteriorate

159

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.4 Altre esposizioni

62.045

-

13.481

-

-

-

2.379

-

55

-

Totale B

62.377

-

13.481

-

-

-

2.379

-

55

-

Totale (A+B) 31.12.2011

3.283.173

101.487

52.118

2.614

644

3

3.361

-

68

-

Totale (A+B) 31.12.2010

2.120.455

72.295

131.945

3.161

16.001

10

9.287

12

2.077

-

B.3 Gruppo bancario - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche (valore di bilancio)

Esposizioni/Aree geografiche

Italia

Altri Paesi europei

America

Asia

Resto del mondo

Espos. netta

Rettifiche

Espos. netta

Rettifiche

Espos. netta

Rettifiche

Espos. netta

Rettifiche

Espos. netta

Rettifiche

A. Esposizioni per cassa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.1 Sofferenze

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

A.2 Incagli

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

A.3 Esposizioni ristrutturate

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

A.4 Esposizioni scadute

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

A.5 Altre esposizioni

394.082

-

54.321

-

19

-

-

-

-

-

Totale A

394.082

-

54.321

-

19

-

-

-

-

-

B. Esposizioni "fuori bilancio"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B.1 Sofferenze

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.2 Incagli

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.3 Altre attività deteriorate

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.4 Altre esposizioni

4.714

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Totale B

4.714

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Totale (A+B) 31.12.2011

398.796

-

54.321

-

19

-

-

-

-

-

Totale (A+B) 31.12.2010

389.412

-

81.332

-

5.047

-

-

-

-

-

B.4 Grandi rischi

 

 

31.12.2011

31.12.2010

a)

Valore di bilancio

1.962.820

676.588

b)

Valore ponderato

258.374

151.059

c)

Numero

12

5

L’ammontare complessivo dei grandi rischi a valore di bilancio al 31 dicembre 2011, pari a 1.962.820 mila euro, si compone per 86.458 mila euro da crediti verso clientela, per 114.772 mila euro da crediti verso banche, per 1.712.393 mila euro da titoli e 49.197 mila euro da titoli impegnati in operazioni di PCT.

Informativa in merito al Debito Sovrano

In data 5 agosto 2011 la CONSOB (riprendendo il documento ESMA n. 2011/266 del 28 luglio 2011) ha emesso la Comunicazione n. DEM/11070007, in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito alle esposizioni detenute dalle società quotate nei titoli di debito sovrano ed in merito all’evoluzione dei mercati, alla gestione delle esposizioni al debito sovrano ed agli effetti economici e patrimoniali anche successivi alla data del 31 dicembre 2011.

In conformità a quanto richiesto dalla citata comunicazione, si segnala che al 31 dicembre 2011 il valore di bilancio delle esposizioni al debito sovrano (1) rappresentato da titoli di debito ammonta a 1.526,7 milioni di euro, ed è costituito, per la totalità, da titoli emessi dalla Repubblica Italiana; tali titoli, il cui valore nominale ammonta a 1.593 milioni di euro, sono classificati nella voce Attività finanziarie disponibili per la vendita e sono inclusi nel banking book; la vita media residua ponderata di tali titoli è di circa quindici mesi.

I fair value utilizzati per la valutazione delle esposizioni a titoli di debito sovrano al 31 dicembre 2011 sono considerati di livello 1 e le esposizioni di cui sopra non sono state oggetto di impairment a tale data. Per maggiori dettagli relativi alla metodologia di valutazione applicata ed alla classificazione si rimanda alle parti relative alle Politiche contabili ed alle Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato.

In conformità alla comunicazione CONSOB, oltre alle esposizioni ai titoli di debito sovrano devono essere considerati gli impieghi nei confronti dello Stato Italiano, che alla data del 31 dicembre 2011 ammontano ad un totale di 438,6 milioni di euro, ripartiti in 46,1 milioni di euro verso il “governo centrale” (di cui 29,2 milioni di euro relativi a crediti fiscali della controllata Fast Finance S.p.A.) ed in 392,5 milioni di euro verso “altri enti pubblici” (di cui 37,9 milioni di euro relativi a crediti fiscali della controllata Fast Finance S.p.A.).

Le operazioni in titoli poste in essere successivamente al 31 dicembre 2011 hanno contribuito ad incrementare l’esposizione del Gruppo al rischio Sovrano. Il valore nominale del portafoglio titoli obbligazionari governativi domestici è passato da 1.593 milioni di euro al 31 dicembre 2011 a circa 4.073 milioni di euro al 22 marzo 2012.

A partire da fine giugno si è osservata una volatilità crescente sui mercati finanziari con un generalizzato allargamento degli spread sui titoli di debito pubblico dei c.d. “Paesi periferici” dell’Unione Europea e, in modo particolare, sui titoli di Stato italiani e spagnoli. La variazione del fair value dei titoli governativi classificati tra le attività finanziarie disponibili per la vendita, ancorché priva di impatti in termini economici, ha determinato un incremento del valore negativo della riserva da valutazione ed una conseguente riduzione del Patrimonio Netto del Gruppo. La riserva da valutazione al lordo dell’effetto fiscale riconducibile alla posizione complessiva in Titoli di Stato italiani passa da un importo negativo di 46,1 milioni di euro ad un valore positivo di circa 10,2 milioni di euro al 22 marzo 2012.

(1) Come indicato nel documento ESMA, per esposizioni al debito sovrano si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi.

C. Operazioni di cartolarizzazione e di cessione di attività

C.2 Operazioni di cessione

C.2.1 Attività finanziarie cedute non cancellate

Forme tecniche/Portafoglio

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Attività finanziarie valutate al fair value

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Crediti verso banche

Crediti verso clientela

Totale

A

B

C

A

B

C

A

B

C

A

B

C

A

B

C

A

B

C

31.12.2011

31.12.2010

A. Attività per cassa

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

646.152

1. Titoli di debito

-

-

-

-

-

-

49.197

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

49.197

646.152

2. Titoli di capitale

-

-

-

-

-

-

-

-

-

X

X

X

X

X

X

X

X

X

-

-

3. O.I.C.R.

-

-

-

-

-

-

-

-

-

X

X

X

X

X

X

X

X

X

-

-

4. Finanziamenti

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B. Strumenti derivati

-

-

-

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

-

-

Totale 31.12.2011

-

-

-

-

-

-

49.197

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

49.197

-

di cui deteriorate

-

-

-

-

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-

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-

-

-

-

-

-

-

-

Totale 31.12.2010

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646.152

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-

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-

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-

-

 

646.152

di cui deteriorate

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-

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-

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-

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-

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-

-

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-

Le attività finanziarie disponibili per la vendita cedute e non cancellate si riferiscono al valore di bilancio dei titoli sottostanti alle operazioni di pronti contro termine passive.

1.2 Gruppo bancario – rischi di mercato

In linea generale, il profilo di rischio finanziario del Gruppo Banca IFIS è originato essenzialmente dal portafoglio bancario, non svolgendo il Gruppo abitualmente attività di trading su strumenti finanziari. L’attività di acquisto di titoli obbligazionari che ha caratterizzato l’esercizio 2011, tenuto conto della classificazione degli stessi tra le attività Available for Sale e Loans and Receivables, rientra nel perimetro del banking book e non configura, quindi, nuovi rischi di mercato.

Alla chiusura dell’esercizio 2011 rileva una posizione su un interest rate swap, incluso tra le passività finanziarie del Gruppo per effetto dell’acquisizione di Toscana Finanza S.p.A., con un mark to market di circa 600 mila euro. Tra le passività finanziarie di negoziazione del Gruppo rileva, inoltre, un derivato su cambi con un mark to market di circa 399 mila euro. La classificazione dei derivati tra le passività finanziarie di negoziazione non è espressione della finalità delle operazioni, il cui obiettivo resta quello di mitigare l’effetto di possibili oscillazioni dei tassi d’interesse e delle divise di riferimento.

1.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo Banca IFIS non effettua abitualmente attività di trading su strumenti finanziari. Al 31 dicembre 2011 l’unica posizione attiva inclusa nel portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza è rappresentata da un titolo obbligazionario convertibile di importo non significativo, mentre nel passivo sono presenti due derivati di importo non significativo sopra descritti

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziariValuta di denominazione: Euro.

Tipologia/Durata residua

a vista

fino a 3 mesi

da oltre 3 mesi fino a 6 mesi

da oltre 6 mesi fino a 1 anno

da oltre 1 anno fino a 5 anni

da oltre 5 anni fino a 10 anni

oltre 10 anni

durata indeterminata

1. Attività per cassa

-

-

-

-

188

-

-

-

1.1 Titoli di debito

-

-

-

-

188

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altri

-

-

-

-

188

-

-

-

1.2 Altre attività

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-

-

-

-

-

-

-

2. Passività per cassa

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-

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-

-

-

-

2.1 P.C.T. passivi

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-

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-

-

-

-

2.2 Altre passività

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-

-

-

-

-

-

-

3. Derivati finanziari

-

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-

-

-

-

-

-

3.1 Con titolo sottostante

-

-

-

-

-

-

-

-

- Opzioni

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

- Altri

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

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3.2 Senza titolo sottostante

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-

-

-

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-

-

-

- Opzioni

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

- Altri

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

10.000

-

-

-

+ posizioni corte

-

5.984

-

-

-

-

-

-

1.2.2 Rischio di tasso di interesse e di prezzo – portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

L’assunzione di rischi di tasso d’interesse significativi è in linea di principio estranea alla gestione del Gruppo, che si approvvigiona prevalentemente con depositi interbancari (collateralizzati e non) e dalla clientela retail sul conto corrente rendimax. Le operazioni di raccolta interbancaria sono prevalentemente a tasso fisso di brevissima durata. I depositi della clientela sul conto corrente rendimax sono a tasso fisso per la componente vincolata, e a tasso variabile non indicizzato, rivedibile unilateralmente da parte della Banca nel rispetto delle norme e dei contratti, per i depositi liberi a vista e a chiamata. Gli impieghi sulla clientela sono prevalentemente a revoca e a tasso variabile. I tassi d’interesse applicati alla clientela tradizionale per i rapporti di factoring sono di norma indicizzati (prevalentemente al tasso euribor a tre mesi) con adeguamento automatico all’andamento del costo del denaro. In alcuni casi i tassi d’interesse non sono indicizzati ma comunque modificabili unilateralmente dalla Banca anche in questo caso nel rispetto delle norme e dei contratti.

Nell’ambito dell’operatività in crediti di difficile esigibilità svolta da Banca IFIS a seguito dell’incorporazione di Toscana Finanza S.p.A. ovvero dalla controllata Fast Finance S.p.A., con un modello di business focalizzato sull’acquisto di crediti a valori inferiori rispetto al nominale, rileva un potenziale rischio di tasso d’interesse connesso all’incertezza sui tempi di incasso. La variabilità della durata dell’impiego, a tutti gli effetti considerabile a tasso fisso, assume particolare rilevanza con riferimento ai crediti fiscali, caratterizzati da un’alta probabilità di incasso del valore nominale complessivo ma su orizzonti temporali di medio-lungo periodo. In tale ambito e con l’obiettivo di un’efficace mitigazione del rischio di tasso d’interesse, assume particolare rilevanza la corretta valutazione dell’operazione nella fase iniziale di acquisto. Tenuto conto della dimensione dell’attività di acquisto di crediti di difficile esigibilità, il contributo in termini di rischio di tasso alla posizione complessiva del Gruppo Banca IFIS, ancorché positivo, non è da ritenersi rilevante.

Il portafoglio titoli obbligazionari è composto per una quota pari al trenta per cento da titoli con rendimenti indicizzati a tassi di mercato. La parte residua è composta da titoli a tasso fisso a breve scadenza. La durata media finanziaria del portafoglio complessivo si attesta su valori di poco inferiori ai sei mesi.

L’assunzione del rischio di tasso connesso all’attività di raccolta effettuata dalla Tesoreria della Capogruppo avviene nel rispetto delle politiche e dei limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione, ed è disciplinata da precise deleghe in materia che fissano limiti di autonomia per i soggetti autorizzati ad operare nell’ambito della Tesoreria della Banca.

Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta gestione del rischio di tasso sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta della raccolta, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento delle masse attive e passive in relazione ai limiti prefissati, e l’Alta Direzione cui spetta il compito, nello specifico, di proporre annualmente al Consiglio della Banca le politiche di impiego e raccolta e di gestione del rischio di tasso, nonché suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in coerenza con le politiche di rischio approvate dalla Banca.

Nell’ambito dell’operatività corrente l’Alta Direzione, sulla base delle indicazioni sulla raccolta provenienti dalla Tesoreria, delle aspettative sui tassi d’interesse e dalle valutazioni sullo sviluppo degli impieghi, fornisce alla Tesoreria indicazioni di utilizzo delle linee di finanziamento disponibili al fine di cogliere le opportunità rappresentate dalle dinamiche di tasso sulle scadenze di brevissimo periodo e monitorare l’andamento del rischio di tasso connesso al fisiologico mismatching tra masse attive e passive.

Con l’obiettivo di monitorare il rischio di tasso l’Alta Direzione riceve un report giornaliero sintetico della complessiva posizione di tesoreria. La posizione di rischio di tasso è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca nell’ambito del Tableau de Bord trimestrale predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali. Il Sistema Integrato di Tesoreria e Risk Management (SIT) fornisce inoltre strumenti di valutazione e monitoraggio delle principali poste attive e passive interest rate sensitive.

Con riferimento al Resoconto ICAAP relativo all’esercizio 2010 ed inviato all’Organo di Vigilanza nel mese di aprile 2011, il Rischio di Tasso di Interesse trova collocazione tra i rischi di secondo pilastro. Nel documento finale inoltrato all’Organo di Vigilanza, ai sensi della disciplina di riferimento (Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 – Titolo III, Capitolo 1, Allegato C), il Rischio di Tasso d’Interesse è stato oggetto di specifica misurazione in termini di assorbimento patrimoniale. A fronte di una soglia di attenzione pari al 20% del Patrimonio di Vigilanza, il valore dell’indice di rischio del Gruppo così determinato si è collocato al 31 dicembre 2010 al 6,4%.

In considerazione dell’entità del rischio assunto, il Gruppo Banca IFIS generalmente non utilizza strumenti di copertura del rischio tasso. Peraltro, per effetto dell’acquisizione delle società dell’ex Gruppo Toscana Finanza, alla chiusura dell’esercizio 2011 rilevano due posizioni su interest rate swap poste in essere con l’obiettivo di neutralizzare possibili oscillazioni dei tassi d’interesse di riferimento.

Relativamente al rischio di prezzo, il Gruppo, esplicando la propria attività in maniera prevalente nel comparto del finanziamento del capitale circolante delle piccole e medie imprese, non assume, di norma, rischi di oscillazione di prezzo su strumenti finanziari.

In relazione ai titoli obbligazionari detenuti, la classificazione della maggior parte dei titoli tra gli Available for Sale introduce il rischio di oscillazione delle riserve patrimoniali del Gruppo come conseguenza della variazione del fair value dei titoli, comunque relativamente contenuta dato l’elevato standing creditizio degli emittenti e la ridotta durata media finanziaria del portafoglio complessivo.

Il monitoraggio del rischio di prezzo assunto dal Gruppo nell’ambito della propria attività, rientra tra le competenze della funzione di Risk Management. Il Sistema Integrato di Tesoreria e Risk Management (SIT), principale strumento di monitoraggio e valutazione delle attività connesse alla tesoreria del Gruppo, fornisce adeguati strumenti di valutazione del rischio di prezzo. In particolare, il SIT consente anche di:

  • gestire le attività tradizionali della Tesoreria (titoli, cambi, money market, derivati);

  • misurare e controllare l’esposizione alle singole tipologie di rischio di mercato;

  • fissare e monitorare con continuità eventuali limiti assegnati alle diverse funzioni operative.

Attività di copertura del fair value

Non sono presenti attività di copertura del fair value.

Attività di copertura dei flussi finanziari

Alla chiusura dell’esercizio 2011 rilevano due operazioni di interest rate swap a copertura di incrementi inattesi degli interessi passivi connessi ad operazioni di funding poste in essere da Toscana Finanza S.p.A. prima dell’acquisizione e della fusione per integrazione in Banca IFIS S.p.A.. Tra gli strumenti di copertura detenuti dal Gruppo rileva, inoltre, un derivato a copertura delle oscillazioni del cambio euro/dollaro.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarieValuta di denominazione: Euro

Tipologia/Durata residua

a vista

fino a 3 mesi

da oltre 3 mesi fino a 6 mesi

da oltre 6 mesi fino a 1 anno

da oltre 1 anno fino a 5 anni

da oltre 5 anni fino a 10 anni

oltre 10 anni

Durata indeter-minata

1. Attività per cassa

888.788

1.312.388

653.147

554.233

256.839

42.920

897

60

1.1 Titoli di debito

5.020

555.458

617.026

502.308

101.102

-

770

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altri

5.020

555.458

617.026

502.308

101.102

-

770

-

1.2 Finanziamenti a banche

147.178

57.929

-

-

-

-

-

-

1.3 Finanziamenti a clientela

736.590

699.001

36.121

51.925

155.737

42.920

127

60

- c/c

62.000

9.668

19.170

16

2.741

959

-

-

- altri finanziamenti

-

-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

6.036

19.582

-

-

-

-

-

-

- altri

668.554

669.751

16.951

51.909

152.996

41.961

127

60

2. Passività per cassa

524.229

2.489.640

146.469

376.539

110.399

-

-

-

2.1 Debiti verso clientela

516.272

507.004

146.469

376.539

107.823

-

-

-

- c/c

513.264

442.578

146.430

368.844

107.823

-

-

-

- altri debiti

-

-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altri

3.008

64.426

39

7.695

-

-

-

-

2.2 Debiti verso banche

7.957

1.982.636

-

-

2.576

-

-

-

- c/c

7.957

-

-

-

-

-

-

-

- altri debiti

-

1.982.636

-

-

2.576

-

-

-

2.3 Titoli di debito

-

-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altri

-

-

-

-

-

-

-

-

2.4 Altre passività

-

-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altre

-

-

-

-

-

-

-

-

3. Derivati finanziari

-

-

-

-

-

-

-

-

3.1 Con titolo sottostante

-

-

-

-

-

-

-

-

- Opzioni

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

- Altri

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

3.2 Senza titolo sottostante

-

-

-

-

-

-

-

-

- Opzioni

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

- Altri

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

1.2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

L’assunzione del rischio di cambio, intesa quale componente gestionale potenzialmente idonea a consentire migliori performances di tesoreria, rappresenta uno strumento con contenuto speculativo ed è pertanto estranea, in linea di principio, alle politiche del Gruppo. Le operazioni in divisa della Banca si sostanziano in operazioni poste in essere in nome e per conto della clientela e sono di norma correlate alla tipica attività di factoring. In tale ottica le anticipazioni in divisa concesse alla clientela sono generalmente coperte da depositi e/o finanziamenti acquisiti da banche espressi nella stessa divisa eliminando sostanzialmente il rischio di perdite connesso all’oscillazione dei cambi. In taluni casi la copertura viene effettuata utilizzando strumenti sintetici.

Un rischio di cambio residuale si manifesta quale conseguenza del fisiologico mismatching tra gli utilizzi da parte della clientela ed i relativi approvvigionamenti di valuta da parte della tesoreria, prevalentemente connessi alla difficoltà di formulare previsioni esatte sulle dinamiche finanziarie connesse all’attività di factoring, con particolare riferimento ai flussi d’incasso da parte dei debitori ceduti rispetto alle scadenze dei finanziamenti accesi alla clientela, nonché all’effetto degli interessi sugli stessi.

La tesoreria è comunque giornalmente impegnata a minimizzare questa differenza, riallineando nel continuo il dimensionamento e la cadenza temporale delle posizioni in valuta.

L’assunzione e la gestione del rischio di cambio connesso all’attività avviene nel rispetto delle politiche di rischio e dei limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, ed è disciplinata da precise deleghe operative in materia che fissano limiti di autonomia per i soggetti autorizzati ad operare, nonché limiti alla posizione netta in cambi giornaliera particolarmente stringenti.

Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta gestione del rischio di cambio sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta del funding e della posizione in cambi, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento in relazione ai limiti prefissati, e l’Alta Direzione cui spetta il compito, nello specifico, di proporre annualmente al Consiglio di Amministrazione della Banca le politiche di funding e di gestione del rischio cambio nonché suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività del Gruppo in coerenza con le politiche di rischio approvate.

Al fine di monitorare il rischio di cambio l’Alta Direzione riceve un report giornaliero sintetico della complessiva posizione di tesoreria che espone, tra le altre informazioni, la posizione in cambi del Gruppo suddivisa per le diverse valute. La piattaforma SIT (Sistema Integrato di Tesoreria), inoltre, fornisce alle funzioni di controllo strumenti adeguati per il monitoraggio e la misurazione del rischio di cambio. Il posizionamento sul fronte dei cambi è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca nell’ambito del Tableau de Bord trimestrale predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.

L’ampliamento dell’operatività sul mercato polacco, tramite la controllata IFIS Finance, non muta la sopra evidenziata impostazione: le attività denominate in zloty vengono finanziate mediante provvista nella medesima valuta.

Con l’acquisto della partecipata polacca, Banca IFIS ha assunto in proprio il rischio di cambio rappresentato dall’investimento iniziale nel capitale di IFIS Finance per 21,2 milioni di zloty e dal successivo aumento di capitale sociale di importo pari a 66 milioni di zloty.

Nel corso del 2010 Banca IFIS ha acquisito una partecipazione pari al 10% del capitale sociale della società India Factoring and Finance Solutions Private Limited, per complessivi 100 milioni di rupie indiane ed un controvalore di 1.591 mila euro al cambio storico. Nel mese di dicembre 2011, inoltre, Banca IFIS ha sottoscritto e versato un aumento di capitale della stessa società per complessivi 50 milioni di rupie indiane, pari a circa 715 mila euro. In considerazione della dimensione della posizione non si è ritenuto necessario provvedere ad una specifica copertura del conseguente rischio di cambio.

Nell’ambito delle attività svolte da Banca IFIS a seguito dell’incorporazione di Toscana Finanza S.p.A. ovvero dalla controllata Fast Finance S.p.A. non rilevano posizioni in valuta estera.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

Voci

Valute

DOLLARO STATI UNITI

STERLINA REGNO UNITO

YEN GIAPPONESE

DOLLARO CANADA

FRANCO SVIZZERO

ALTRE VALUTE

A. Attività finanziarie

6.712

204

-

-

-

27.343

A.1 Titoli di debito

-

-

-

-

-

-

A.2 Titoli di capitale

-

-

-

-

-

-

A.3 Finanziamenti a banche

139

160

-

-

-

16.933

A.4 Finanziamenti a clientela

6.573

44

-

-

-

10.410

A.5 Altre attività finanziarie

-

-

-

-

-

-

B. Altre attività

3

 

 

 

 

36

C. Passività finanziarie

319

-

22

-

155

157

C.1 Debiti verso banche

292

-

22

-

155

2

C.2 Debiti verso clientela

27

-

-

-

-

11

C.3 Titoli di debito

-

-

-

-

-

-

C.4 Altre passività finanziarie

-

-

-

-

-

144

D. Altre passività

214

8

1

 

4

324

E. Derivati finanziari

6.183

-

-

-

-

-

- Opzioni

-

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

-

-

-

-

-

-

- Altri

6.183

-

-

-

-

-

+ posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

+ posizioni corte

6.183

-

-

-

-

-

Totale attività

6.715

204

-

-

-

27.379

Totale passività

6.716

8

23

-

159

481

Sbilancio (+/-)

1

196

23

-

159

26.898

1.2.4 Gli strumenti derivati

A. Derivati finanziari

Il Gruppo Banca IFIS non effettua attività di negoziazione di prodotti finanziari derivati per conto terzi e ha limitato l’attività in conto proprio a strumenti di copertura dei rischio di mercato.

Banca IFIS utilizza talvolta derivati finanziari finalizzati alla copertura delle esposizioni sui tassi di cambio. Alla fine dell’esercizio 2011 è presente un derivato a copertura delle oscillazioni del cambio euro/dollaro.

Tra le attività riconducibili a Toscana Finanza S.p.A., incorporata in chiusura d’esercizio in Banca IFIS S.p.A., sono presenti due posizioni su interest rate swap la cui finalità è di mitigare il rischio di tasso d’interesse.

Per le operazioni poste in essere si evidenzia la totale estraneità del Gruppo a logiche di carattere speculativo.

A.1 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali di fine periodo e medi

Attività sottostanti/Tipologie derivatri

31.12.2011

31.12.2010

Over the counter

Controparti centrali

Over the counter

Controparti centrali

1. Titoli di debito e tassi d'interesse

10.000

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Swap

10.000

-

-

-

c) Forward

-

-

-

-

d) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

2. Titoli di capitale e indici azionari

-

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Swap

-

-

-

-

c) Forward

-

-

-

-

d) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

3. Valute e oro

5.984

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Swap

5.984

-

 

-

c) Forward

-

-

-

-

d) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

4. Merci

-

-

-

-

5. Altri sottostanti

-

-

-

-

Totale

15.984

-

-

-

Valori medi

10.541

-

-

-

A.2 Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo e medi

A.2.1 Di copertura

Attività sottostanti/Tipologie derivatri

31.12.2011

31.12.2010

Over the counter

Controparti centrali

Over the counter

Controparti centrali

1. Titoli di debito e tassi d'interesse

-

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Swap

2.576

-

-

-

c) Forward

-

-

-

-

d) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

2. Titoli di capitale e indici azionari

-

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Swap

-

-

-

-

c) Forward

-

-

-

-

d) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

3. Valute e oro

-

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Swap

-

-

-

-

c) Forward

-

-

-

-

d) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

4. Merci

-

-

-

-

5. Altri sottostanti

-

-

-

-

Totale

2.576

-

-

-

Valori medi

2.576

-

-

-

A.4 Derivati finanziari: fair value negativo - ripartizione per prodotti

Attività sottostanti/Tipologie derivatri

Fair value negativo

31.12.2011

31.12.2010

Over the counter

Controparti centrali

Over the counter

Controparti centrali

A. Portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza

600

-

-

-

a) Opzioni

201

-

-

-

b) Interest rate swap

399

-

-

-

c) Cross currency swap

-

-

-

-

c) Equity swap

-

-

-

-

d) Forward

-

-

-

-

e) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

B. Portafoglio bancario - di copertura

34

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Interest rate swap

34

-

-

-

c) Cross currency swap

-

-

-

-

c) Equity swap

-

-

-

-

d) Forward

-

-

-

-

e) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

C. Portafoglio bancario - altri derivati

-

-

-

-

a) Opzioni

-

-

-

-

b) Interest rate swap

-

-

-

-

c) Cross currency swap

-

-

-

-

c) Equity swap

-

-

-

-

d) Forward

-

-

-

-

e) Futures

-

-

-

-

e) Altri

-

-

-

-

Totale

634

-

-

-

A.6 Derivati finanziari OTC: portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione

Contratti rientranti in accordi di compensazione

Governi e Banche Centrali

Altri enti pubblici

Banche

Società finanziarie

Società di assicurazione

Imprese non finanziarie

Altri soggetti

1) Titoli di debito e tassi d'interesse

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

10.000

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

399

-

-

-

-

2) Titoli di capitale e indici azionari

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

-

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

-

-

-

-

-

3) Valute e oro

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

5.984

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

201

-

-

-

-

4) Altri valori

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

-

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

-

-

-

-

-

A.8 Derivati finanziari OTC: portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione

Contratti rientranti in accordi di compensazione

Governi e Banche Centrali

Altri enti pubblici

Banche

Società finanziarie

Società di assicurazione

Imprese non finanziarie

Altri soggetti

1) Titoli di debito e tassi d'interesse

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

2.576

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

34

-

-

-

-

2) Titoli di capitale e indici azionari

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

-

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

-

-

-

-

-

3) Valute e oro

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

-

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

-

-

-

-

-

4) Altri valori

 

 

 

 

 

 

 

- valore nozionale

-

-

-

-

-

-

-

- fair value positivo

-

-

-

-

-

-

-

- fair value negativo

-

-

-

-

-

-

-

A.9 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali

Sottostanti/Vita residua

Fino a 1 anno

Oltre 1 anno e fino a 5 anni

Oltre 5 anni

Totale

A. Portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza

5.984

10.000

-

15.984

A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi d'interesse

-

10.000

-

10.000

A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari

-

-

-

-

A.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e oro

5.984

-

-

5.984

A.4 Derivati finanziari su altri valori

-

-

-

-

 

 

 

 

 

B. Portafoglio bancario

-

2.576

-

2.576

B.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi d'interesse

-

2.576

-

2.576

B.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari

-

-

-

-

B.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e oro

-

-

-

-

B.4 Derivati finanziari su altri valori

-

-

-

-

Totale 31.12.2011

5.984

12.576

-

18.560

Totale 31.12.2010

-

-

-

-

1.3 Gruppo bancario – Rischi di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è rappresentato dalla possibilità che il Gruppo non riesca a mantenere i propri impegni di pagamento a causa dell’incapacità di reperire fondi o dell’incapacità di cedere attività sul mercato per far fronte allo sbilancio finanziario. Rappresenta altresì rischio di liquidità l’incapacità di reperire nuove risorse finanziarie adeguate, in termini di ammontare e di costo, rispetto alle necessità/opportunità operative, che costringa il Gruppo a rallentare o fermare lo sviluppo dell’attività, o sostenere costi di raccolta eccessivi per fronteggiare i propri impegni, con impatti negativi significativi sulla marginalità della propria attività.

Le fonti finanziarie sono rappresentate dal patrimonio, dalla raccolta presso la clientela (in particolare con il deposito on-line rendimax), dalla raccolta effettuata sul mercato interbancario domestico ed internazionale, nonché presso l’Eurosistema. In considerazione della composizione dell’attivo del Gruppo, della tipologia di attività svolta e delle strategie definite dal Consiglio di Amministrazione che limitano l’operatività factoring ai crediti commerciali di breve o brevissima durata (di norma non superiori a 6 mesi con l’eccezione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione che possono presentare tempi medi di incasso di norma fino a 12 mesi) il rischio di liquidità per il Gruppo Banca IFIS non rappresenta, in condizioni fisiologiche dei mercati finanziari, elemento di particolare criticità.

Con riferimento alle attività svolte da Banca IFIS a seguito dell’incorporazione di Toscana Finanza S.p.A. ovvero dalla controllata Fast Finance S.p.A., le caratteristiche del modello di business determinano un elevato grado di variabilità con riferimento sia all’importo che alla data di effettivo incasso. In tale ottica assume particolare rilevanza una puntuale ed attenta gestione dei flussi di cassa. Per effetto della contenuta rilevanza dimensionale dei crediti di difficile esigibilità rispetto alle attività complessive del Gruppo Banca IFIS, è possibile tuttavia considerare marginale l’impatto complessivo sul bilanciamento per scadenza delle poste attive e passive consolidate. Al fine di assicurare una corretta valutazione dei flussi attesi, anche in ottica di un pricing corretto delle operazioni poste in essere, l’evoluzione degli incassi rispetto ai flussi previsionali viene posta sotto attento monitoraggio.

Grazie all’ampiezza e diversificazione delle relazioni interbancarie con controparti nazionali ed estere, al programma di cartolarizzazione che ha permesso la generazione di titoli stanziabili presso l’Eurosistema e conferibili nel MIC (Mercato Interbancario Collateralizzato), alla risposta del mercato ampiamente positiva in relazione alla raccolta on-line (rendimax), alla costituzione del portafoglio titoli obbligazionari eligible presso la BCE o conferibili nel MIC o utilizzabili in operazioni di Pronti Contro Termine di finanziamento, nonché alla tipologia e qualità dei suoi attivi, il Gruppo Banca IFIS ha sempre reperito risorse finanziarie ampiamente dimensionate alle proprie esigenze, ancorché con un costo in marginale incremento. Nel periodo la Banca ha mantenuto una politica finanziaria particolarmente prudente finalizzata a privilegiare la stabilità della provvista, approvvigionandosi di risorse finanziarie a volte eccedenti rispetto alle immediate esigenze operative, presentandosi stabilmente datrice sui mercati interbancari, pur su scadenze brevissime. Tale politica, che in relazione al differenziale di tasso tra raccolta e impiego interbancario sacrifica l’efficienza economica della gestione di tesoreria a vantaggio della certezza e stabilità della liquidità, trova adeguato sostegno nella marginalità che il Gruppo ritrae dalla propria attività.

Anche nel corso dell’esercizio 2011, caratterizzato dal perdurare di situazioni di tensione sui mercati finanziari, il Gruppo ha continuato ad operare senza impatti negativi significativi. Allo stato attuale le risorse finanziarie disponibili sono adeguate ai volumi di attività attuali e prospettici. Il Gruppo è comunque costantemente impegnato nell’armonico sviluppo delle proprie risorse finanziarie, sia dal punto di vista dimensionale che dei costi.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione della politica di liquidità sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta della liquidità, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento in relazione ai limiti prefissati, e supportare l’attività dell’Alta Direzione cui spetta il compito, nello specifico, di proporre annualmente al Consiglio di Amministrazione le politiche di funding e di gestione del rischio liquidità e suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in piena coerenza con le politiche di rischio approvate.

Più in particolare, nell’ambito dell’operatività corrente l’Alta Direzione, sulla base delle indicazioni provenienti dalla Tesoreria nonché dalle valutazioni sullo sviluppo degli impieghi, stabilisce le politiche per le operazioni di finanziamento di durata superiore ai 3 mesi, al fine di fornire eventuale supporto all’attività ordinaria di tesoreria di breve-brevissimo termine e di gestire e monitorare l’andamento del rischio di liquidità.

Con riferimento alla propria operatività diretta la Banca si è dotata di un modello di analisi e monitoraggio delle posizioni di liquidità attuale e prospettica quale ulteriore strumento di sistematico supporto alle decisioni dell’Alta Direzione e del Consiglio di Amministrazione della Banca in tema di liquidità. I risultati dei rilievi periodici sono oggetto di sistematica informativa diretta all’Organo di Vigilanza sia con riferimento ad ipotesi di regolare funzionamento dei mercati finanziari che in particolari situazioni di stress. In conformità alle disposizioni di vigilanza la Banca è altresì dotata di un piano di emergenza (Contingency Funding Plan) al fine di salvaguardare il Gruppo bancario da danni o pericoli derivanti da una eventuale crisi di liquidità e garantire la continuità operativa aziendale anche in condizioni di grave emergenza derivante dagli assetti interni e/o dalla situazione dei mercati.

La posizione di rischio di liquidità è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.

Con riferimento alle partecipate, l’attività di Tesoreria è coordinata, all’interno delle politiche di Gruppo, dalla tesoreria di Banca IFIS. Ove necessario, naturalmente, la Banca può intervenire direttamente a favore delle controllate.

Nell’ambito del continuo processo di adeguamento delle procedure interne e tenuto conto della variazione del perimetro del Gruppo, nel mese di gennaio 2012 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo sistema di governo e gestione del rischio di liquidità di Gruppo.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: Euro

Voci/Scaglioni temporali

a vista

da oltre 1 giorno a 7 giorni

da oltre 7 giorni a 15 giorni

da oltre 15 giorni a 1 mese

da oltre 1 mese fino a 3 mesi

da oltre 3 mesi fino a 6 mesi

da oltre 6 mesi fino a 1 anno

da oltre 1 anno fino a 5 anni

Oltre 5 anni

Indeter-minata

Attività per cassa

886.812

26.887

92.004

128.909

747.544

505.216

622.207

569.298

126.799

13.187

A.1 Titoli di Stato

-

-

-

-

316.127

381.685

497.422

272.860

58.562

-

A.2 Altri titoli di debito

-

-

-

9.988

56.876

47.001

18.204

122.378

769

-

A.3 Quote O.I.C.R.

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

A.4 Finanziamenti

886.812

26.887

92.004

118.921

374.541

76.530

106.581

174.060

67.468

13.187

- banche

147.177

7.000

35.000

-

2.802

-

-

-

-

13.127

- clientela

739.635

19.887

57.004

118.921

371.739

76.530

106.581

174.060

67.468

60

Passività per cassa

537.180

134.752

62.602

1.664.644

616.696

146.469

373.152

123.462

-

-

B.1 Depositi e conti correnti

532.793

85.625

62.602

102.979

316.696

146.469

373.152

120.886

-

-

- banche

16.522

47.237

-

10.213

63.521

-

-

-

-

-

- clientela

516.271

38.388

62.602

92.766

253.175

146.469

373.152

120.886

-

-

B.2 Titoli di debito

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

B.3 Altre passività

4.387

49.127

-

1.561.665

300.000

-

-

2.576

-

-

Operazioni "fuori bilancio"

-

-

-

-

5.984

-

227

12.576

-

-

C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale

-

-

-

-

5.984

-

-

-

-

-

- posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

12.576

-

-

- posizioni corte

-

-

-

-

5.984

-

-

-

-

-

C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- posizioni lunghe

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- posizioni corte

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

C.5 Garanzie finanziarie rilasciate

-

-

-

-

-

-

227

-

-

-

Operazione di autocartolarizzazione IFIS Collection Service

Il 13 ottobre 2008 Banca IFIS, unitamente a Securitisation Services S.p.A. in qualità di Arranger, a BNP Paribas S.p.A. in qualità di Co-arranger e a IFIS Collection Services S.r.l., società veicolo costituita appositamente per l’operazione, ha dato avvio ad un programma di cartolarizzazione revolving che prevede la ricessione da parte di Banca IFIS, pro soluto ed ai sensi della Legge130/99, di un portafoglio di crediti commerciali performing verso debitori ceduti precedentemente acquistati dalla Banca dalla propria clientela nell'ambito della propria attività di factoring.

Il programma ha durata quinquennale e prevede la cessione di un portafoglio crediti commerciali verso debitori ceduti individuabili in blocco secondo criteri di eleggibilità contrattualmente predefiniti, particolarmente stringenti e rigorosi, al fine di garantire al portafoglio ceduto performances positive.

Il prezzo di cessione del portafoglio crediti è pari al valore nominale dedotto uno sconto pari allo 0,80% ed è corrisposto dal veicolo a Banca IFIS in parte alla data di cessione (prezzo a pronti), e in parte in via differita (prezzo differito). La componente di prezzo differito viene pagata dalla società veicolo subordinatamente all’effettiva disponibilità dei fondi derivante dall’incasso dei crediti ed è aggiornata su base dinamica ad ogni data di cessione, sulla base dei criteri previsti dal programma di cartolarizzazione.

A fronte del programma di cartolarizzazione, la società veicolo IFIS Collection Services S.r.l. ha emesso titoli asset backed a ricorso limitato per un importo iniziale di euro 280 milioni. In considerazione dell’ulteriore significativa crescita realizzata dal portafoglio crediti cartolarizzati, nel mese di maggio 2009 è stata emessa una ulteriore tranche di titoli Class A2 per euro 48 milioni, che ha così portato l’importo nominale complessivo dei titoli a euro 328 milioni. Anche tale tranche è stata integralmente sottoscritta da Banca IFIS.

I titoli sono interamente utilizzabili per operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea, anche alla luce delle evoluzioni normative introdotte dalla Guideline n.1 della Banca Centrale Europea del 4 marzo 2010.

In ossequio ai principi contabili IAS/IFRS, l’operazione di cartolarizzazione allo stato non configura trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici, in quanto non soddisfa i requisiti previsti dallo IAS 39 in merito alla cosiddetta derecognition.

Operazione di autocartolarizzazione Il Giglio

In data 25 gennaio 2011 il Consiglio di Amministrazione di Toscana Finanza ha deliberato di procedere alla realizzazione di un’operazione di cartolarizzazione di crediti non performing ai sensi della Legge 30 aprile 1999 n. 130, al fine di ottimizzare la gestione operativa ed economica di parte del proprio portafoglio di crediti finanziari.

L’operazione ha avuto per oggetto crediti non performing di origine bancaria, individuabili in blocco, in prevalenza assistiti da garanzie ipotecarie per un Valore Nominale complessivo di circa 33,7 milioni di euro.

La società veicolo (Giglio Srl) ha emesso titoli asset-backed a tasso variabile interamente sottoscritti dalla società incorporata Toscana Finanza S.p.A., alla quale è stato conferito specifico mandato di sub-servicing per la riscossione e la gestione dei crediti.

Si segnala che, in forza delle condizioni contrattuali sottostanti l’operazione, non si configura trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici relativi alle attività cedute (crediti). In conseguenza di ciò, ed in base ai principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS – Derecognition), l’operazione effettuata non produce alcun effetto di rilievo sul Bilancio.

Esposizione verso strumenti considerati ad alto rischio – informativa

In considerazione delle finalità perseguite e della struttura tecnica delle operazioni di cartolarizzazione revolving di crediti commerciali descritte sopra, il Gruppo Banca IFIS non presenta esposizioni o rischi derivanti dalla negoziazione o dalla detenzione di prodotti strutturati di credito, siano queste effettuate direttamente o attraverso società veicolo o entità non consolidate. In particolare è opportuno evidenziare come le operazioni di cartolarizzazione non hanno dato origine alla rimozione di alcun rischio dall’attivo di bilancio del Gruppo, e ciò in quanto non sono soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 39 in merito alla cosiddetta derecognition. Collateralmente la sottoscrizione dei titoli rivenienti dalla cartolarizzazione non hanno aggiunto alcun rischio né ha mutato la rappresentazione di bilancio rispetto a quella preesistente alle operazioni di cartolarizzazione sopra descritte. Con riferimento alla Raccomandazione espressa nel Rapporto del Financial Stability Forum del 7 aprile 2008, Appendice B, è pertanto possibile dichiarare l’assenza di esposizioni in strumenti considerati dal mercato ad alto rischio o che implicano un rischio maggiore di quanto si ritenesse in precedenza.

1.4 Gruppo bancario – Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il rischio operativo è il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. La gestione del rischio operativo richiede la capacità di identificare il rischio presente in tutti i prodotti, attività, processi, sistemi rilevanti che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi del Gruppo. Rientrano tra i rischi operativi anche i rischi di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazione di norme imperative (di legge o di regolamenti, come ad esempio i quadri normativi afferenti trasparenza bancaria, antiriciclaggio, privacy e responsabilità amministrativa delle persone giuridiche) o di autoregolamentazione (ad esempio il Codice di autodisciplina delle società quotate).

La possibilità di una corretta gestione del rischio operativo è strettamente connessa alla presenza di assetti organizzativi, procedure operative e supporti informatici adeguati. Elemento centrale è peraltro rappresentato da un’adeguata formazione delle risorse. Il Gruppo Banca IFIS è costantemente impegnato nella formazione e crescita professionale delle proprie risorse.

Nel corso dell’esercizio Banca IFIS ha provveduto a rafforzare i presidi a fronte dei rischi operativi sia in termini di risorse dedicate nelle funzioni di controllo sia con riferimento all’adeguamento dei processi interni finalizzati al monitoraggio e all’identificazione delle possibili situazioni di anomalia.

La gestione del rischio operativo sulle controllate è, allo stato attuale, assicurata dallo stretto coinvolgimento della Capogruppo che assume decisioni in ordine alle strategie delle controllate anche per quanto riguarda la gestione dei rischi. In particolare gli assetti organizzativi e i processi operativi più rilevanti delle controllate sono definiti e approvati dalla Capogruppo, mentre la valutazione sul presidio dei rischi è affidata alla funzione di Internal Auditing della Capogruppo, che ha esteso il proprio perimetro all’ex Gruppo Toscana Finanza con decorrenza 1° luglio 2011 e che opera sia direttamente che tramite supporto di strutture locali specializzate.

Per quanto riguarda, infine, la Business Continuity, il Gruppo Banca IFIS si è dotato, a partire da dicembre 2006, di un Piano di Continuità Operativa, ovvero di un insieme di iniziative e contromisure predisposte per contenere le interruzioni di operatività e di servizio entro i limiti consentiti dalle strategie di continuità. Del Piano di continuità operativa fa parte anche il piano di “Disaster Recovery” predisposto per fronteggiare eventi che comportino l’indisponibilità dei sistemi informativi aziendali.

Nell’ambito dei principi Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi di primo pilastro, la Banca ha scelto di avvalersi del Metodo Base.